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[[Stefano Rodota]]:
 
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'''1.''' Alla fine del 2012 viene pubblicata negli Stati Uniti una raccolta di saggi dal titolo The Wealth of the Commons , che dimostra quanto sia ancora forte il valore simbolico attribuito all’evocazione di Adam Smith e del suo The Wealth of the Nations. Era già avvenuto nel clima creato dalla nuova dimensione del mondo digitale e Yochai Benkler, analizzandone gli aspetti, aveva parlato proprio di The Wealth of the Networks . Ma questo libro in qualche modo raccoglieva le suggestioni di Smith, mentre “la ricchezza dei commons” se ne allontana polemicamente, come indica chiaramente il suo sottotitolo – “oltre lo Stato e il mercato”. Una contrapposizione, questa, che dà forza espressiva a un progressivo abbandono della logica proprietaria che stava alla base della’antico modello.
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'''1.''' Alla fine del 2012 viene pubblicata negli Stati Uniti una raccolta di saggi dal titolo ''The Wealth of the Commons'', che dimostra quanto sia ancora forte il valore simbolico attribuito all’evocazione di Adam Smith e del suo The Wealth of the Nations. Era già avvenuto nel clima creato dalla nuova dimensione del mondo digitale e Yochai Benkler, analizzandone gli aspetti, aveva parlato proprio di The Wealth of the Networks . Ma questo libro in qualche modo raccoglieva le suggestioni di Smith, mentre “la ricchezza dei commons” se ne allontana polemicamente, come indica chiaramente il suo sottotitolo – “oltre lo Stato e il mercato”. Una contrapposizione, questa, che dà forza espressiva a un progressivo abbandono della logica proprietaria che stava alla base della’antico modello.
   
 
Non siamo di fronte ad una vicenda tutta legata ai tempi più recenti. Si è già ricordato che, nel 1964, Charles Reich aveva pubblicato un saggio dal titolo “The New Property” , destinato ad influenzare assai la discussione scientifica e l’orientamento delle corti . E la strada indicata nell’affrontare situazioni formalmente definibili come “non proprietà” era quella di attribuire anche ad esse le medesime prerogative costruite intorno allo storico schema proprietario  Da qui “la nuova proprietà”, proiezione nel mondo nuovo di un passato rassicurante.
 
Non siamo di fronte ad una vicenda tutta legata ai tempi più recenti. Si è già ricordato che, nel 1964, Charles Reich aveva pubblicato un saggio dal titolo “The New Property” , destinato ad influenzare assai la discussione scientifica e l’orientamento delle corti . E la strada indicata nell’affrontare situazioni formalmente definibili come “non proprietà” era quella di attribuire anche ad esse le medesime prerogative costruite intorno allo storico schema proprietario  Da qui “la nuova proprietà”, proiezione nel mondo nuovo di un passato rassicurante.

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